Si è svolta oggi, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa dedicata a “AMAM S.p.A.: la gestione del servizio idrico integrato. Attività e risultati 2018–2026”, inserita nel percorso strategico “Messina 2027/2032 – Il futuro inizia oggi”.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati raggiunti dall’azienda negli ultimi anni, le principali opere realizzate e le prospettive future per il miglioramento del servizio idrico integrato.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Federico Basile, che ha ripercorso il profondo cambiamento vissuto da AMAM a partire dal 2018.
«Nel 2018 – ha affermato il sindaco Basile – AMAM era un’azienda praticamente fallita; riusciva a malapena a pagare gli stipendi. È un dato che racconta bene lo stato di abbandono strutturale in cui si trovava non solo l’azienda, ma l’intero sistema comunale, in una città che usciva dal dissesto finanziario. Oggi possiamo dire che AMAM è un’azienda con una visione chiara e una programmazione strutturale nonostante i tanti problemi che ha dovuto affrontare».
Il sindaco ha sottolineato come il risanamento finanziario del Comune abbia consentito una nuova fase di progettazione e di investimenti:
«Siamo partiti da zero. Da un’azienda che garantiva soltanto la sopravvivenza dei servizi essenziali siamo passati a un modello fondato su programmazione, progettazione e capacità di intercettare risorse. Dal 2018 ad oggi AMAM ha costruito un sistema che sta andando progressivamente a regime, basato su nuove fonti idriche, sul recupero dei pozzi, sul potenziamento delle infrastrutture e su una maggiore continuità del servizio».
Basile ha poi ricordato come l’acqua rappresenti un bene primario e come per decenni siano mancati interventi strutturali:
«L’acqua non è un servizio qualsiasi. È un bene essenziale e per troppi anni non sono stati portati avanti progetti strategici. Oggi stiamo lavorando per garantire maggiore sicurezza e qualità del servizio, investendo sulle reti e sulla manutenzione delle infrastrutture, perché senza reti efficienti non può esserci una buona gestione ordinaria».
Tra i risultati più significativi, il sindaco ha evidenziato l’importante capacità di intercettare fondi nazionali:
«Messina è l’unica città siciliana che ha ottenuto, tra quelle senza una gestione d’ambito unica, oltre 21 milioni di euro di fondi PNRR per la riduzione delle perdite idriche. Questo non è accaduto per caso, ma perché finalmente si è lavorato con serietà su progetti concreti e su una visione di lungo periodo».
«Tutto questo – ha concluso Basile – è stato fatto per dare risposte ai cittadini, che meritano servizi migliori rispetto al passato. AMAM oggi non è più un’azienda che rincorre l’emergenza, ma una realtà che cresce, investe e guarda al futuro con una strategia chiara».
Al termine dell’intervento del sindaco, la parola è passata all’assessore Nino Carreri.
«Ricordo bene quando, da consigliere di quartiere, ha affermato Carreri, scoprimmo che nel serbatoio di Montesanto c’era addirittura un pastore con le sue pecore. Oggi, invece, abbiamo un impianto ormai in fase di completamento.
Voglio sottolineare la piena sintonia tra amministrazione comunale, Consiglio di Amministrazione, presidente, direzione generale e soprattutto con i tecnici di AMAM, che quotidianamente operano sul territorio con professionalità e spirito di servizio.
Dispiace assistere a polemiche sterili contro chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.
Importante anche l’apertura dello sportello AMAM nelle circoscrizioni, un servizio molto apprezzato dai cittadini che alleggerisce gli uffici centrali e rafforza il rapporto con i quartieri.”
A seguire l’intervento del presidente di AMAM S.p.A., Paolo Alibrandi:
«Dal 2018 AMAM ha vissuto un vero e proprio anno zero. L’azienda ereditava oltre 52 milioni di euro di debiti solo con i fornitori dei servizi energetici, 15 milioni di residui e nessun sistema digitale di gestione. Oggi è una realtà profondamente cambiata.
Grazie a una visione strategica e a un grande lavoro organizzativo siamo riusciti a ridurre i costi energetici di circa 6 milioni di euro e ad avviare un percorso di efficientamento strutturale. Anche negli anni più difficili, segnati dalla crisi idrica e dalla siccità, la città non è mai rimasta senz’acqua, garantendo il servizio anche attraverso l’utilizzo delle autobotti.
Fondamentale è stato il lavoro sull’Acquedotto della Santissima: negli ultimi due anni abbiamo aumentato del 46 per cento la quantità di acqua distribuita grazie alla manutenzione delle sorgenti e agli interventi realizzati nelle aree montane.
Quasi cento tra uomini e donne lavorano ogni giorno e ogni notte per garantire un bene primario come l’acqua. Questa azienda oggi rappresenta una visione chiara della politica pubblica: investire sulle infrastrutture, sulla progettazione e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini».
A chiudere la conferenza stampa l’intervento di Cateno De Luca.
“Dal 2018 ad oggi, sulla gestione delle risorse idriche sono stati effettuati investimenti importanti. Sfido chiunque a verificare se nei trent’anni precedenti al 2018 ci fosse stata una simile attenzione su questo settore.
Parliamo di circa 40 milioni di euro di investimenti già realizzati o in corso, e di altri 20 milioni di euro di finanziamenti sbloccati grazie alla battaglia sull’articolo 99 del 2018. A questi si aggiungono progetti avviati con risorse già disponibili.
Quando ci siamo insediati nel 2018 avevamo stimato un fabbisogno complessivo di circa 80 milioni di euro per garantire l’acqua h24 a tutti, assicurare una distribuzione efficiente, la distrettualizzazione della rete e un sistema moderno di monitoraggio.
Oggi siamo arrivati a una valutazione complessiva tra 100 e 120 milioni di euro di interventi:
40 milioni già realizzati o in corso,
20 milioni da appaltare,
60 milioni di progetti pronti.
Quando siamo arrivati, non esisteva nemmeno una vera programmazione. Nel 2018 la media di distribuzione dell’acqua era di 14 ore al giorno. Questi sono dati ufficiali. In quegli anni si registravano anche i massimi livelli di piovosità, ma le reti erano talmente inefficienti che gran parte dell’acqua si disperdeva e non si arrivava a 14 ore di erogazione di media cittadina.
Con l’efficientamento delle reti, raggiunto nel 2021, si è iniziato a vedere il risultato. Dal 2022 in poi la piovosità è crollata drasticamente, ma nonostante ciò si è continuato a lavorare sulle infrastrutture, che sono la vera chiave del sistema.
Il vero problema storico di Messina è l’assenza dei grandi serbatoi di accumulo nei punti strategici della città. La cosiddetta urbanizzazione selvaggia, senza opere di urbanizzazione adeguate, oggi presenta il conto.
Tuttavia, sono stati inseriti ovunque progetti complementari e opere strategiche, sui quali oggi si possono destinare risorse e avviare i lavori.
In sette anni e mezzo abbiamo investito più risorse nel sistema idrico e fognario di quante ne siano state investite nei trent’anni precedenti. Questo vale anche per il sistema fognario e per tutte le opere collegate alla strategia complessiva di risanamento.
AMAM era la società messa peggio dal punto di vista economico-finanziario, con l’aggravante di essere proprietaria delle infrastrutture. È stata gestita sempre sul filo del rasoio, ma nonostante tutto sono stati costruiti elementi strutturali solidi.
Dal punto di vista della gestione di tutto l’ambito noi invece continuiamo a combattere per indirizzare il sistema di gestione della provincia di Messina verso il pubblico ed evitare la gestione mista perché di misto non c’è nulla; li saranno i privati a gestire tutto.
E’ stata fatta la gara per l’ambito ed è andata deserta perchè non è conveniente per i privati; cosa ha fatto allora il commissario regionale Dott.ssa Barresi? Senza dire nulla ai sindaci ha badito un’altra gara modificando il piano d’ambito che significa che la tariffa aumenterà.
È impensabile che si bandiscano gare e poi si chieda ai partecipanti come modificare il bando per favorirli. È come mettere il lupo a guardia del gregge.
Se oggi rischiamo aumenti del 50% delle tariffe, immaginate cosa significa consegnare la gestione dell’acqua ai privati.
Io su questo sono chiaro: i servizi pubblici essenziali devono restare pubblici. Devono funzionare con uomini e donne capaci e con una classe politica responsabile.
Se un servizio essenziale viene affidato ai privati, qualcuno deve guadagnarci. E se qualcuno guadagna, vuol dire che i cittadini pagano un prezzo che non dovrebbero pagare.
Questo vale per tutti i servizi pubblici essenziali. Ci auguriamo che i sindaci mettano da parte egoismi politici e che si riesca finalmente a salvaguardare la gestione pubblica delle risorse idriche nella città di Messina e in tutta la provincia.”

