Nelle scorse ore si è svolto il sopralluogo istituzionale al serbatoio Montesanto 1, dove gli interventi risultano ormai in fase di ultimazione e l’impianto è pronto per affrontare il collaudo finale.
Presenti il Sindaco Federico Basile, il Direttore Generale del Comune dott. Salvo Puccio, il Presidente di AMAM Paolo Alibrandi insieme all’intero Consiglio di Amministrazione e l’Assessore Nino Carreri.
L’opera costituisce un passaggio importante nel più ampio programma di ammodernamento e razionalizzazione del sistema idrico cittadino, finalizzato al miglioramento complessivo dell’affidabilità del servizio.

Il Montesanto 1 rappresenta un ulteriore e strategico “polmone” per la città, in grado di incrementare la capacità di accumulo e di garantire una gestione più efficiente delle portate in ingresso e in uscita. L’infrastruttura è stata progettata per assicurare la possibilità di adduzione da tre fonti strategiche – Fiumefreddo, Alcantara e Santissima – così da rendere il sistema più resiliente, flessibile e capace di rispondere a eventuali criticità.
Al centro dell’intervento anche un importante programma di efficientamento impiantistico: il nuovo serbatoio verrà completamente coperto da un impianto fotovoltaico di ultima generazione in fase di installazione, che consentirà una significativa riduzione dei consumi energetici e dei costi di gestione, migliorando al contempo la sostenibilità ambientale dell’intero sistema.

Del Montesanto 1 vanno ricordate le lotte istituzionali per l’avvio dei lavori che rappresentano una pagina significativa per la città di Messina.
In quegli anni, l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Cateno De Luca, insieme alla governance di AMAM, dovette affrontare una lunga e complessa battaglia istituzionale con la Regione Siciliana per poter entrare e prendere possesso del sito di Montesanto e dare finalmente avvio ai lavori.
Si trattò di uno scontro politico e amministrativo contro quella che veniva denunciata come un’inerzia della Regione, che rallentava l’iter e impediva alla città di intervenire concretamente. Dopo mesi di tensioni, rivendicazioni pubbliche e passaggi formali, il Comune riuscì a sbloccare la situazione: nel 2021 la città di Messina entrò nel sito e avviò ufficialmente i lavori del Montesanto.
Un passaggio che segnò un punto di svolta, trasformando una battaglia istituzionale in un risultato operativo per il territorio.

La strategia complessiva non si limita alla sola attivazione del Montesanto 1. È infatti previsto il completamento degli altri tre lotti del sito Montesanto, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro. A questi si aggiunge il progetto inserito nel Piano d’Ambito redatto dall’ATI Idrico Messina per la zona Nord, che prevede un collegamento diretto dal serbatoio Montesanto 1 fino a Torre Faro, per un valore di circa 17 milioni di euro.
Determinante sarà inoltre il percorso già avviato con le risorse del PNRR per la ricerca e la mitigazione delle perdite idriche, attraverso la distrettualizzazzione della rete e la sostituzione delle condotte terziarie, interventi fondamentali per aumentare l’efficienza del sistema e ridurre le dispersioni. A completare il quadro, il secondo lotto finanziato con 20 milioni di euro a valere sul PO FESR 2021-2027.
Si tratta di un insieme organico di interventi infrastrutturali e tecnologici che, integrati tra loro, consentiranno di ampliare progressivamente le ore di erogazione e mitigare i disagi derivanti da carenze idriche nei periodi estivi.
